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Dietro il testo

David Bowie 1971 Hunky Dory

Significato di Life on Mars? di David Bowie

Raccolte Rock anni Settanta
Momento iconico

Il brano segue una ragazza disillusa che osserva, come al cinema, un mondo saturo di immagini e finzioni mediatiche, e si chiede — più come domanda di fuga da quel vuoto che come vera curiosità scientifica — se da qualche parte, su Marte, esista una vita diversa da quella.

Descritto con parole nostre: non riproduciamo il testo della canzone.

La storia

Contenuta nell'album "Hunky Dory", pubblicato dalla RCA Records nel dicembre 1971, fu pubblicata come singolo autonomo solo il 22 giugno 1973 — diciotto mesi dopo — una volta che il successo di "Ziggy Stardust" aveva reso Bowie una star. Musica e testo sono di David Bowie; il pianoforte è di Rick Wakeman, che arricchì la parte scritta da Bowie, mentre il chitarrista Mick Ronson firmò l'arrangiamento d'archi.

Il brano nacque come una sorta di parodia-vendetta nei confronti di "My Way": nel 1968 Bowie aveva scritto un testo inglese, "Even a Fool Learns to Love", per la canzone francese "Comme d'habitude", ma i diritti furono acquistati da Paul Anka, che la trasformò in "My Way" per Frank Sinatra. Bowie raccontò di esserne rimasto arrabbiato per circa un anno, prima di decidere di scrivere "qualcosa di altrettanto grande, che suonasse un po' come quella". — Dichiarato dall'artista Ha descritto la scrittura del brano come rapidissima: l'idea del riff lo colse per strada, mentre da Beckenham High Street si dirigeva a prendere l'autobus per Lewisham per comprare scarpe e camicie, al punto da fargli interrompere il tragitto in autobus per tornare a casa a piedi e finire testo e melodia in un pomeriggio. — Dichiarato dall'artista

In questa scheda le dichiarazioni dell'artista e le interpretazioni accreditate sono segnate. Tutto il resto è fatto documentato dalle fonti in fondo alla pagina.

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Fonti

Questa scheda non è ancora stata verificata frase per frase: le fonti sono elencate qui sotto, ma nessuno le ha ancora riaperte una per una. Perché te lo diciamo