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Dietro il testo

Renato Zero 1979 EroZero

Significato di Il carrozzone

Raccolte Pop anni Settanta
Momento iconico

Il momento più citato è l'immagine di qualcuno che, in un mattino qualunque, sarà il prossimo a scendere dal carrozzone vestito con un doppiopetto blu scuro. Scritta da Franca Evangelisti (testo) e Piero Pintucci (musica) per l'album "EroZero" del 1979 — pensata in origine per Gabriella Ferri, che la rifiutò, portando Renato Zero a inciderla lui stesso — la canzone usa la metafora del carrozzone circense/corteo itinerante per la vita stessa, con re, regine e soldati a rappresentare i ruoli effimeri dell'esistenza. Quell'immagine specifica, scendere dal carrozzone vestiti a festa per il proprio funerale, è il punto di svolta del brano, che rivela come dietro il tono festoso si nasconda in realtà un tema di morte, affrontato con ironia e con l'invito a continuare a cantare e ridere per esorcizzarne la paura.

Descritto con parole nostre: non riproduciamo il testo della canzone.

La storia

Composta da Piero Pintucci (musica) e Franca Evangelisti (testo), la canzone fu scritta pensando inizialmente alla voce di Gabriella Ferri, che però rifiutò di registrarla. Renato Zero la interpretò come singolo principale dell'album "EroZero", pubblicato nel 1979, restando in classifica per sedici settimane.

Il "carrozzone" del titolo non è un mezzo di trasporto reale ma una metafora dell'esistenza stessa: un carro imperfetto che incontra continuamente buche e ostacoli lungo il cammino, ma che nonostante tutto continua ad andare avanti. L'immagine richiama anche il mondo del circo, con le sue maschere, i suoi artisti e i suoi lati più crudi, come specchio delle tante facce della vita umana.

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Fonti

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Sulla storia
  1. 01Wikipedia
  2. 02Treccani
Sugli ascolti
  1. 01kworb.net (ascolti Spotify)