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Dietro il testo

Fabrizio De André 1967 Volume 1

Significato di Bocca di rosa

Raccolte Pop
Momento iconico

Il brano racconta l'arrivo di una donna libera nei costumi in un piccolo paese, e il modo in cui la comunità — dalle comari bigotte alle stesse autorità locali — finisce per accoglierla e persino commuoversi alla sua partenza, in un rovesciamento ironico del perbenismo di provincia.

Descritto con parole nostre: non riproduciamo il testo della canzone.

La storia

Musica di Fabrizio De André e Gian Piero Reverberi, testo di De André: la canzone fa parte di "Volume 1", il primo album del cantautore, pubblicato nel 1967. Secondo Rockol, l'espressione "bocca di rosa" è entrata nel vocabolario italiano come sinonimo metaforico di prostituta, tanto da essere registrata come tale anche dall'enciclopedia Treccani, che la fa risalire esplicitamente al titolo della canzone.

De André ha raccontato di essersi ispirato a una vicenda realmente accaduta nel 1962 alla stazione di Nervi, non al fittizio paese di Sant'Ilario della canzone; secondo Rockol la donna che ispirò il personaggio si chiamava Liliana Tassio, morta a Sampierdarena nel giugno 2010 a 88 anni, e agiva — ha precisato lo stesso De André — per passione, non per denaro. — Dichiarato dall'artista De André ha indicato "Bocca di rosa", insieme ad "Amico fragile" e "Jamin-a", come la canzone che più di ogni altra lo rappresenta. — Dichiarato dall'artista Nel febbraio 2018 la Rai trasmise la sua versione dal vivo, tratta dall'ultimo concerto di De André, all'interno dello sceneggiato "Il principe libero": la regia interruppe l'esecuzione a metà per dare la linea a un'intervista in studio, scatenando polemiche sui social a cui la Rai rispose scusandosi pubblicamente su Twitter.

In questa scheda le dichiarazioni dell'artista e le interpretazioni accreditate sono segnate. Tutto il resto è fatto documentato dalle fonti in fondo alla pagina.

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Fonti

Questa scheda non è ancora stata verificata frase per frase: le fonti sono elencate qui sotto, ma nessuno le ha ancora riaperte una per una. Perché te lo diciamo