Claudio Baglioni 1972 Questo piccolo grande amore
Significato di Questo piccolo grande amore
Immagine pronta per Instagram
Sul telefono si apre la condivisione e scegli Instagram; sul computer l'immagine viene scaricata.
Il verso d'apertura più citato descrive una maglietta stretta e sottile ("fina") indossata dalla fidanzata, che lasciava poco all'immaginazione. Il brano (1972) racconta un amore estivo adolescenziale, narrato a posteriori da un narratore ormai separato dalla ragazza (nella narrazione dell'intero album, per il servizio militare); altri passaggi del testo furono invece ammorbiditi dalla censura dell'epoca. Paola Massari, che ispirò la canzone e sarebbe poi diventata la prima moglie di Baglioni, ha in seguito rivelato di essere lei la misteriosa ragazza della "maglietta fina" del testo.
Descritto con parole nostre: non riproduciamo il testo della canzone.La storia
Claudio Baglioni la scrisse nel 1972 insieme ad Antonio Coggio, che ne compose anche la musica, come dono per la fidanzata Paola Massari, che sarebbe diventata sua moglie. Dà il titolo all'omonimo album, registrato fra agosto e settembre 1972 e descritto da alcuni come uno dei primi concept-album pop italiani — una classificazione dibattuta fra gli studiosi — che racconta passo passo una storia d'amore giovanile dal primo incontro fino al malinconico epilogo.
Alcuni passaggi del testo originale furono ammorbiditi dalla censura dell'epoca: "la paura e la voglia di essere nudi" divenne "voglia di esser soli", mentre "le mani sempre più ansiose di cose proibite" fu trasformato nel più innocuo "le mani sempre più ansiose, le scarpe bagnate". Il singolo rimase al primo posto della classifica italiana per otto settimane a partire dal dicembre 1972, restando per 21 settimane complessive fra i primi dieci; nel 1985 fu proclamato "Canzone del secolo" al Festival di Sanremo.
Continua
Continua da qui
Fonti
Questa scheda non è ancora stata verificata frase per frase: le fonti sono elencate qui sotto, ma nessuno le ha ancora riaperte una per una. Perché te lo diciamo