Black Sabbath 1970 Paranoid
Significato di Iron Man dei Black Sabbath
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Nel finale della storia il protagonista, deriso e ignorato dagli uomini nonostante fosse tornato per avvertirli, decide di vendicarsi provocando lui stesso l'apocalisse che aveva visto. Scritta dal bassista Geezer Butler a partire da un commento di Ozzy Osbourne ("Perché non facciamo una canzone chiamata Iron Man, o magari Iron Bloke"), la canzone racconta di un uomo che viaggia nel futuro, assiste alla fine del mondo e cerca di tornare indietro per avvertire l'umanità, ma un campo magnetico lo trasforma in un essere d'acciaio lungo il tragitto — nessun legame con il personaggio Marvel, come Butler ha più volte chiarito raccontando di non aver mai letto fumetti americani da bambino.
Descritto con parole nostre: non riproduciamo il testo della canzone.La storia
Contenuta nel secondo album della band, "Paranoid", registrato nel giugno 1970, e accreditata a tutti e quattro i membri della band — Tony Iommi, Ozzy Osbourne, Geezer Butler e Bill Ward. Il celebre riff, lento e distorto, apre il brano; il titolo nacque da un commento di Ozzy Osbourne che il bassista Geezer Butler ha ricordato così: "Non riesco a ricordare esattamente cosa disse Ozzy, ma fu qualcosa come: 'Perché non facciamo una canzone chiamata Iron Man, o magari Iron Bloke'" — la frase che mise in moto tutto. — Dichiarato dall'artista
Su quella suggestione Butler costruì il testo, immaginando un uomo che viaggia nel futuro, assiste all'apocalisse e, tornando indietro, attraversa un campo magnetico che lo trasforma in una creatura di metallo, muta; derisa e ignorata nel tentativo di avvertire l'umanità, la creatura finisce per scatenare lei stessa la fine del mondo che aveva visto. Cresciuto in una famiglia cattolica, Butler ha detto di aver pensato al protagonista anche come a un'allegoria di Cristo — un Cristo che, invece di perdonare chi lo dileggia, si vendica. — Dichiarato dall'artista "Ero molto appassionato di fantascienza in quegli anni — l'epoca della corsa allo spazio", ha raccontato Butler, spiegando di aver voluto rendere quei temi rilevanti per il presente inserendo riferimenti a guerra, politica e inquinamento. — Dichiarato dall'artista Sull'assonanza col supereroe Marvel, Butler è stato netto: "I miei genitori non mi lasciavano leggere i fumetti americani da piccolo... quindi ogni volta che qualcuno mi chiede se parla del supereroe, rispondo: mi dispiace, non l'ho mai sentito nominare". — Dichiarato dall'artista Il batterista Bill Ward ha ricordato le difficoltà tecniche nel catturare in studio, con i microfoni del 1970, la potenza del suono di grancassa che il brano richiedeva. — Dichiarato dall'artista
In questa scheda le dichiarazioni dell'artista e le interpretazioni accreditate sono segnate. Tutto il resto è fatto documentato dalle fonti in fondo alla pagina.
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Fonti
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