Lucio Dalla 1971 Storie di casa mia
Significato di 4 marzo 1943 di Lucio Dalla
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Il verso più citato è quello finale, in cui il narratore ormai adulto rivela che il soprannome "Gesù Bambino" lo accompagna ancora oggi, attribuito a lui da chi lo circonda. Il brano racconta di una madre non sposata di 16 anni, il cui compagno, un soldato alleato, morì in guerra.
Descritto con parole nostre: non riproduciamo il testo della canzone.La storia
Scritta insieme a Paola Pallottino e presentata al Festival di Sanremo 1971, dove si classificò terza, racconta la storia di una ragazza madre che ha un figlio da un soldato alleato. Il titolo originale era "Gesubambino", pensato da Pallottino come un ideale risarcimento a Dalla, rimasto orfano di padre a soli sette anni — la stessa autrice ha raccontato che doveva essere "una canzone sull'assenza del padre", ma è diventata "una canzone sull'assenza della madre" — ma il titolo fu giudicato irrispettoso dalla censura e sostituito con la data di nascita dello stesso cantautore.
Anche parte del testo dovette essere modificata prima dell'ammissione in gara. Oltre a un passaggio sul riconoscimento del figlio da parte della madre e a un paragone fra la madre e la Madonna, giudicati troppo diretti, la censura intervenne soprattutto sul verso finale: nella versione originale il narratore adulto si dipingeva come un bestemmiatore, riconosciuto come tale dagli emarginati del suo ambiente; la versione ammessa in gara sostituì la bestemmia con un passatempo innocuo, e quell'ambiente di emarginati con un gruppo più neutro.
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Fonti
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